Poesie

Novanta

Gli aguzzi denti e le zanne possenti

Artigli che possono uccidere

Occhi iniettati di sangue, rossi di fuoco

Rabbioso e ruggente

I muscoli tesi

Nell’atto della violenza più animale

E atavica

E primitiva

L’alito è quello della morte

Un afflato disgustoso e immondo

Ridonda in ogni gesto, in ogni sguardo

La cattiveria

Così ci rende la paura

Mostri irriconoscibili

A volte paralizzati in qualcuno che non sentiamo di essere

Capace di brutture incontrollabili

Ci trasfigura in qualcosa che invero ci appartiene

Quella creatura dell’abisso che abbiamo dentro

Quell’energia che non possiamo mettere da parte

Perché ahimè

Senza saremmo vulnerabili

Ed estinti

Come una specie con data di scadenza

È dunque la paura

La stessa che ci fa sentire vivi

e morti al tempo stesso?

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