Vita, Writefulness

Diario di Meditazione con la m minuscola (I)

Molti pensano che la meditazione sia solo una cosa seria o che comunque non lasci spazio alla risata e al divertimento.

Beh, questa mattina, durante la mia abituale pratica, ho avuto la prova del contrario.

Seduta nel mezzo loto, fissavo il muro con gli occhi socchiusi, tutta intenta a osservare il mio respiro. Entra, narici, pancia, mi riempie fino al primo chakra,

che bello, torna su, esce, narici…

Dopo qualche minuto mi rendo conto che la mia mente sta ragionando se mi convenga di più uscire per passare

dal consulente del lavoro e poi mandare la mail ad Abbanoa oppure il contrario.

Eh, no! Ok, mi dico, non sgridarti! Ora, con molta gentilezza, fai passare questi pensieri e torna sul respiro. Senza giudicarti… falli passare. Eccoli che passano, come un gregge. Di pecore. Rumore di campanacci. Io sono il pastore. Oppure no, sono in macchina, in campagna, e con molta pazienza guardo queste pecore passare (dai, a tutti è successo almeno una volta!) per poter andare avanti sulla mia strada. Sento distintamente il belare e lo scampanare, sempre più forte, e vedo queste pecore bianche passare davanti a me, copiosamente.

Scoppio a ridere.

Davvero stavo immaginando i miei pensieri come se fossero pecore e aspettando che attraversassero la strada e andassero via?

Top!

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