Vita, Writefulness

Diario di Meditazione con la m minuscola (II)

In fondo non siamo così speciali come crediamo. Ognuno di noi ha una ferita dell’infanzia che si porta appresso come una copertina di Linus. È questa ferita che brucia ancora a farci sentire così speciali, goffi, inadeguati, incapaci, pieni di vergogna, debolezze, ma bellissimi, diversi dagli altri, forse migliori? Unici? Quella ferita è del nostro Ego. E il nostro Ego ama quella ferita, la protegge, la alimenta.

Perché ha paura che senza quella ferita non sarebbe più lo stesso, non avrebbe più la propria identità. L’Ego ha paura di morire, senza quella ferita.

Ma se il nostro Ego interpellasse il nostro Essere, questo gli direbbe che ascoltando davvero quella ferita e prendendosene cura, essa diventerebbe una meravigliosa cicatrice di guerra.

E allora, forse, raggiungeremmo una piccola oasi di pace, una tregua.

È normale cercare di mettere da parte il proprio Ego quando si intraprende un percorso “spirituale”. Ma, per come la vedo io, non vi è errore più grande, perché è come mettere la testa sotto la sabbia.

1 pensiero su “Diario di Meditazione con la m minuscola (II)”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...