Interviste, Vita, Writefulness

Il blocco dello scrittore? Non esiste! (Intervista)

Questa settimana, blocco dello scrittore.

Eh, signori miei, nessuno è perfetto!

Quindi, come il buon Federico Fellini insegna, ho pensato di scrivere un pezzo proprio sul blocco dello scrittore. E mi son detta: perché non chiedere un’opinione sul famoso blocco al più illustre degli scrittori italiani? Poeta, anima nobile ma anche pop, con un senso dell’umorismo spiccato e tagliente, colto, severo, dall’italiano perfetto, personaggio pubblico anche per via di una vita sentimentale travagliata e molto chiacchierata, PR sagace e spudorato (ha sempre avuto una buona parola per tutti),  fino ad oggi ha venduto MILIONI DI COPIE della sua opera più famosa, una saga composta da tre libri piuttosto voluminosi e impegnativi conosciuta in tutto il mondo: La Divina Commedia.

Avete capito quindi di chi sto parlando: del buon Dante Alighieri. L’ho contattato poco fiduciosa, non pensavo avrebbe avuto tempo per me (pare che stia lavorando a una fiction Rai: “Limbo”). Invece è stato molto disponibile e ha acconsentito a rispondere a qualche mia domanda.

Vi riporto l’intervista già tradotta dal volgare all’italiano, perché immagino che dopo il liceo nessuno di voi abbia voglia di fare la versione in prosa. Giusto?

BUONASERA SIG. ALIGHIERI. INNANZITUTTO LA RINGRAZIO PER AVER ACCONSENTITO A RISPONDERE A QUALCHE MIA DOMANDA SUL BLOCCO DELLO SCRITTORE.  CI VUOLE SPIEGARE IN COSA CONSISTE PER LEI?

Mia signora, che vaghi nel mezzo del cammin della tua vita, non mi sovviene ciò di cui tu mi chiedi, e invero credo proprio che codesta cosa non esista.

AH. MOLTO BENE! LA AGGIORNO IO: IL BLOCCO DELLO SCRITTORE E’ QUELLA SITUAZIONE CHE SI VERIFICA QUANDO UNO SCRITTORE, APPUNTO, SI BLOCCA, E NON RIESCE PiU’ A SCRIVERE.

Per via del pennino?

NO, SIGNOR ALIGHIERI, PER VIA DEL BLOCCO. CIOE’ NON HA PIU’ IDEE, NON SA COME ANDARE AVANTI, O COME INIZIARE. MAGARI HA UNA PAGINA BIANCA DAVANTI E NE E’ SPAVENTATO. SOPRATTUTTO VICINO ALLE SCADENZE, ALLA CONSEGNA DI UN LAVORO, PUO’ ESSERE UN PROBLEMA, CAPISCE?

Ora mi sovviene, e se ho ben capito, si tratta di un capriccio, una distrazione, una pigrizia? Esiste un girone…

NO, NO, QUANDO MAI. NON LE è MAI SUCCESSO DI NON SAPERE COME ANDARE AVANTI? MICA AVRA’ SCRITTO TUTTA LA DIVINA COMMEDIA DI FILA!?

Donna dalla riccia chioma, ebbene sì, a volte è capitato mi fermassi. Stanco e pensieroso. Eppur finire dovevo.

Sì, MA COME RISOLVEVA QUESTO FATTO CHE NON SCRIVEVA?

Scrivendo, scrivendo, che diamine! Su un foglio a parte, la lista della spesa, i miei pensieri, le mie paure, la descrizione di una natura morta, ma giammai potevo interrompermi dallo scrivere. C’è così tanto su cui elucubrare e speculare, l’animo umano è assai profondo.  Tante storie che accadono, a destra e a sinistra, all’esterno e all’interno, come in basso così in alto. Se lei non sa cosa scrivere, scriva, qualcosa arriverà. Ma se non scrive… 

HO CAPITO, MA NON CONVIENE DISTRARSI? FARE UNA PASSEGGIATA?

Questo anche, sì. Ma poi scriverne.

LEI E’ SEMPRE ISPIRATO, DUNQUE?

No, l’ispirazione spontanea è cosa rara. Come la fame, è abitudinaria, poi. Tre volte al giorno. E a volte vien mangiando. 

QUESTA E’ CRIPTICA.

Lei  è giovane, inesperta, e un po’ distratta. La scrittura richiede che gli occhi siano sul foglio e non altrove. 

NON E’ CHE MI STIA AIUTANDO MOLTO…

Avete, voi giovani scrittori di quest’epoca, codesta fretta distratta di fare le cose. Sempre intenti a cercar piaceri sociali e numerati delle vostre gesta (credo si riferisse ai like sui social), distratti, guardate mille cose e mai la vostra.

STA PARLANDO DEGLI STIMOLI ESTERNI? DEI SOCIAL NETWORK?

Distrazioni, castrazioni, allarmi tutt’intorno. Invece, quel che vi serve, è un foglio, la penna e il calamaio, per scrivere e riscrivere. Prima o poi, tutto vien fuori, e il lavoro è svolto. Avete tutto, dentro, ma guardate fuori. E non per ispirarvi, piuttosto per distrarvi. E’ lì, che respira e si muove il vostro demone.

MA PERCHE’ SECONDO LEI FACCIAMO COSì? PIGRIZIA? PAURA?

Esiste, e la conosco, ripeto, la stanchezza. Riposar si deve, e poi ricominciare.

Non esiste nessun “blocco”, come lei lo appella, solo tempi com’è nella natura. Fogliare, fiorire, sfogliare, fruttificare, potare. Di nuovo poi, fogliare. La pianta non si blocca: riposa e ricomincia.

MA NON SI METTE IL PROBLEMA CHE FORSE CI POTREBBE ESSERE QUALCOSA DIETRO QUESTA STANCHEZZA? UN PROBLEMA DA RISOLVERE, UNO STRESS.

Ne scriva allora, lo scrittore, e svisceri la cosa come un animale da cucinar e di cui nutrirsi.

OK. E SE PROPRIO UN PROFESSIONISTA NON RIESCE A SCRIVERE CIO’ CHE GLI E’ STATO COMMISSIONATO?  (da qui il blocco)

Inganna e s’inganna. Ci arriva da lontano, da altre vie. Ma sempre per iscritto. Favella con qualcuno e poi ne scrive. Ha capito?

SI’. IN PRATICA MI STA DICENDO CHE PER USCIRE DAL BLOCCO DELLO SCRITTORE DEVO SCRIVERE?

Sì, esatto, mia tapina amica! Com’ ha fatto or ora, scrivendomi.


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