Vita, Writefulness

Cari gabbiani…

Dietro la vecchia fortezza mi fanno compagnia solo i gabbiani. Mi sento un’ospite, mentre guardo verso l’isolotto che si staglia sul rosa e sul blu proprio davanti a me, e dal quale provengono una moltitudine di variegati versi che i gabbiani emettono indisturbati. Una vera e propria festa. Un parlarsi e un comunicare fra loro che non capisco e che da ospite ora mi fa sentire estranea. Ogni tanto uno di loro vola verso di me e poi torna sull’isola, e chissà cosa dice agli altri. “Ma guarda quella scema che dopo una giornata di lavoro anziché andarsene a casa a riposare viene qui in mezzo al nulla a sentire le nostre chiacchiere da isolotto. Ma che gliene frega?”. Ridacchio.

“Cari gabbiani, che ne sapete voi? Che ne sapete voi di questo prepotente ostentato rosa tramonto? Che ne sapete, voi che lo vedete ogni sera, di quello che mi dà alla fine di una giornata di fatica e confusione? È come se Apollo in persona mi baciasse le tempie prima di andare via. Come se Patcha Mama mi abbracciasse e mi servisse una zuppa calda. Che ne sapete voi cosa vuol dire, per chi non può volare, stare poco poco più in alto e poter vedere come bava di lumaca su una foglia i segni delle correnti marine in questa piccola baia che da azzurra diventa indaco e poi si sfuma di verde scuro, lo stesso colore di questi cespugli aggrappati alle rocce intorno a me? Cari gabbiani, voi continuate con le vostre chiacchiere da isolotto – caspita, quanto baccano fate, devono aver servito il buffet! – e non badate a me!”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...