Vita, Writefulness

La fine del Mondo?

“Ma quindi non possiamo uscire di casa?”

“Solo per lavoro, per fare la spesa e per motivi di salute”

Era il 9 marzo 2020. È passato quasi un anno da quando la mia vita e quella di tutti è cambiata per sempre.

Ricordo di aver pensato con dispiacere che avrei dovuto aspettare non si sa quanto per rivedere il mio compagno che stava dall’altra parte dell’isola e non poteva raggiungermi. E infatti, ci siamo visti dopo ben quattro mesi, che hanno messo a dura prova la nostra relazione.

In quei giorni di pandemia era mio ospite un caro amico. Aveva deciso già agli albori del lockdown di non ripartire e di vivere con me quell’esperienza. Ricordo che insieme avevamo anche pensato che – nel caso in cui finisse quella potabile nei supermercati – avremmo potuto far bollire l’acqua del rubinetto, che qui dove vivo io non è proprio il massimo.

Ricordo di aver pensato, almeno per una settimana, che fosse vicina la fine del mondo.

Una notte mi sono addormentata pensando che forse il giorno dopo non sarebbe mai arrivato.

Paradossalmente però le giornate scorrevano veloci tra notizie, complotti, lezioni e attività online, meditazione, telefonate tra amiche.

Il fuoco nel camino, ogni sera alle sette.

Una sensazione fortissima di precarietà si è accampata nel mio cuore e non credo andrà più via.

Poi sono arrivate le maratone di scrittura, i laboratori online e quella voglia di puntare tutte le mie energie su questo nuovo lavoro, la scrittura. 

Senza la pandemia forse non sarebbe mai successo!

E anche oggi mi sento autorizzata da questa situazione particolare a perseguire il mio sogno, come se avessi visto la morte in faccia (pur non avendolo fatto) e avessi compreso che la vita è troppo precaria per fare qualcosa che non mi piace fare.

Questa svolta mi ha mostrato che non sono sola, che l’Universo suona anche per me una melodia a volte difficile da ascoltare, ma che non smette mai, e dona ritmo alla vita.

Scritto durante una sessione del laboratorio di scrittura autobiografica “Dal dolore alla gioia”

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