Poesie

Novanta

Gli aguzzi denti e le zanne possenti

Artigli che possono uccidere

Occhi iniettati di sangue, rossi di fuoco

Rabbioso e ruggente

I muscoli tesi

Nell’atto della violenza più animale

E atavica

E primitiva

L’alito è quello della morte

Un afflato disgustoso e immondo

Ridonda in ogni gesto, in ogni sguardo

La cattiveria

Così ci rende la paura

Mostri irriconoscibili

A volte paralizzati in qualcuno che non sentiamo di essere

Capace di brutture incontrollabili

Ci trasfigura in qualcosa che invero ci appartiene

Quella creatura dell’abisso che abbiamo dentro

Quell’energia che non possiamo mettere da parte

Perché ahimè

Senza saremmo vulnerabili

Ed estinti

Come una specie con data di scadenza

È dunque la paura

La stessa che ci fa sentire vivi

e morti al tempo stesso?

Poesie, Vita

Mio amore non amore


Mio amore non amore

In quale cassetto ti metterò?

In quello dell’amore perduto

In quello dell’amore mai nato

In quello dell’amore sofferto

O tradito

O rinunciato?

Mio amore, non amore 

Ti metterò in un cassetto

Quello della follia 

Quello delle cose non dette

Nè desiderate

Un cassetto con la serratura a forma di lacrima 

Per non piangerne

Tutto un mare

(Maggio 2015)

Poesie

Dentro l’uragano

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I coniglietti della 195

Hanno cercato di avvertirmi

Qualcosa di grosso era in arrivo

Ma io non l’ho capito

Sono andata dritta verso l’uragano

 

L’abbiamo fatto dentro l’uragano

L’abbiamo fatto forte e piano

Il tuo coltello dentro

Ho sanguinato perché mi ha ferito

Ho sanguinato perché l’ho voluto

 

Fai una giravolta falla un’altra volta

Dai un bacio a chi vuoi tu

Con te non gioco più

 

Fuori dal tempo e dallo spazio

Ho ricordato le passioni

Voglio stare dentro l’uragano

Voglio le streghe i castelli e un mago

Voglio il tuo coltello conficcato nel cuore

Voglio una guerra con l’amore

 

Non mi è sembrato un equo scambio

Io do a te tu dai a me

I coniglietti della 195 hanno cercato di avvertirmi

E io sono andata dritta

Dentro l’uragano

 

 

Cagliari 24 marzo 2015

Poesie, Vita

I Messaggeri

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In cima a un’alta Torre

Stava rinchiusa una rabbiosa Imperatrice guerriera

La porta serrata dall’interno

Nessuna chiave nella buia stanza.

Di giorno essa parlava col Sole

La notte con la Luna e la Stella

 

Non poteva fuggire

Da un lato una rupe sul mare e gli squali

Dall’altro spade affilatissime scintillavano color Morte

 

Il Diavolo viola sussurrava al suo orecchio storie terribili

Mostri alati bramavano il suo sangue

Planando verso la piccola finestra, unica fonte di aria

 

Ma ecco che nei giorni di più nero sconforto

dinanzi a lei

Comparirono i Messaggeri

Ognuno di loro con una difforme verità

Ché la verità – attenzione – non esiste!

 

Prima arrivò la Papessa

Abbondante e cobaltica

A parlare di un amore ideale

Di cose lontane

Di future consapevolezze

Di dolci incertezze

Forza e cuore

 

Poi arrivò il Matto

Saltellante e vibrante

“Goditela” diceva

Nella gioia e nel dolore

Questa prigionia, questa paura

Perché ti farà essere

 

E poi arrivò il Bagatto

Che conosceva il gioco dei dadi

E gli strumenti del Mago

Che possono usare le mani

Le suggerì una strategia

Le disse: c’è una chiave nel tuo cassetto

 

E l’Imperatrice guerriera è ancora nella torre

Questa poesia non è finita e non finirà

Finché lei non aprirà quel cassetto

E userà la chiave

Per liberare la sua rabbia.

Poesie, Vita

Lacci

Dollarphotoclub_43552022-1050x700Regalami i lacci delle tue scarpe

Dai!
Vorrei davvero che tu me li regalassi!

Di quelle scarpe che hai usato tanto
Per camminare correre giocare lavorare
Sognare
Io li legherò insieme e ne farò
Una collana
Da indossare nel giorno più bello della mia vita
Che deve ancora arrivare

Quel giorno saranno tutti vestiti bene
E ci saranno arrosti di tutte le carni del mondo
Verdure e pinzimonio
Una montagna di dolci
Sarà il giorno dell’abbondanza e della gioia

Tu avrai scarpe nuove
Fatte su misura
E io i tuoi vecchi amati lacci come collana

CM