Interviste, Vita, Writefulness

#scrivereinquarantena – EVENTO SPECIALE – Diretta Facebook con Laura della Farmacia Fanni di Villacidro: quattro chiacchiere su Writefulness e sulla scrittura libera consapevole e non performativa…

Che piacevole chiacchierata quella che c’è stata con Laura stamane, in diretta sul profilo Facebook della Farmacia Fanni di Villacidro!

Come spesso accade, raccontarsi e raccontare agli altri il proprio lavoro aiuta a fare chiarezza sul percorso intrapreso. Così, mi sono ritrovata a parlare con Laura in maniera molto naturale, proprio come con un’amica davanti a una tisana,  dei miei laboratori Writefulness, della scrittura libera e non performativa, degli strumenti tecnici e professionali della scrittura cinematografica che sto integrando a quelli della meditazione e della ricerca interiore, per aiutare le persone a conoscersi meglio e amarsi di più, scrivendo.

Per farvi un’idea della mia formazione poliedrica e degli argomenti toccati vi consiglio queste letture:

  1. Il viaggio dell’eroe di Chris Vogler (archetipi) – Se vuoi acquistarlo clicca qui
  2. Scrivere Zen (scrittura creativa) di Natalie Goldberg – Se vuoi acquistarlo clicca qui

Spero che gli ascoltatori vorranno approfondire alcuni concetti leggendo questo blog e “frugando” i miei profili social, oppure contattandomi direttamente. Se avete domande o volete maggiori informazioni sul mio lavoro, non esitate a farlo.


Ecco tutti i contatti:

E- Mail: carlamarcialis@gmail.com

Blog: carlamarcialis.wordpress.com

Profilo Instagram: carla_marcialis_

Pagina Facebook: Carla Marcialis Writefulness Trainer

LinkedIn: Carla Marcialis

Twitter: @CarlaMarcialis


Eternamente grata a Laura e alla Farmacia Fanni Villacidro, che si prende cura di mente, corpo e anima dei suoi clienti.

Ps: ecco invece dove potete trovare qualche informazione sui “compagni di avventura” che ho citato a fine chiacchierata e che potrebbero partecipare alle prossime dirette:

Nuragic Shamanic Healing

Il Mio Multiverso

Yogarmonia

Vita, Writefulness

La Yoni di Oschiri – #scrivereluoghi

Vagina del Mondo, da te tutto entra e tutto esce. Ferita, apertura ancestrale, doni la vita a noi umani e a tutte le altre creature. Il tuo clitoride è un sole ruvido ed esclamativo. Mi sono seduta sotto di te e ho pianto fino alla fine dei miei giorni. Sono diventata fiume, poi mare, poi madre dei pesci e degli scogli.

Vagina del Mondo, da te sono uscita e in te non posso tornare, separata per sempre da chi mi ha dato alla luce. In ginocchio vengo da te e ti chiedo l’autunno e poi l’inverno e tutte le altre stagioni, perché tu fai girare il mondo col tuo clitoride ruvido ed esclamativo. Arranco, stordita dalla tua energia.

Ho dormito fra le tue labbra, cullata dal suono del vento e dalle sue carezze. Incontaminato è il tuo respiro, profonda la tua caverna, ma ormai chiusa, inaccessibile. Cementata dalla paura e dalla sofferenza di tutte le Donne.

Oschiri, 5 ottobre 2019

#writefulness #scrivereluoghi

Vita

Superga – 29 settembre 2019 – #scrivereluoghi

Gente che passa.

Morte. Vita. Lucertole.

La mia gioia di essere qui.

Il centro di questo luogo mi è precluso.

Mi sento svuotata dentro.

La pancia è leggera, il cuore pesante.

Qui la vita si ferma. Io seduta su questo lato di morte mi godo il presente. Sono viva, sono io. Qui le piante sono uguali a tutte le altre. Loro continuano a crescere, anche sopra i morti. Mi batte il cuore in un modo particolare, qui. Il ritmo accelera, eppure non provo ansia. Ma non c’è la Basilica. Non c’è il Toro schiantato. C’è la pace di una natura bella. Farfalle. Uccelli che stridono. E finalmente, silenzio.

  • Sì, ma dov’è? Che si son schiantati?
  • Poco più in là.

Ma cosa cerca la gente? Questo non è un cimitero! Siamo tutti vivi qui!

Vita, Writefulness

Cari gabbiani…

Dietro la vecchia fortezza mi fanno compagnia solo i gabbiani. Mi sento un’ospite, mentre guardo verso l’isolotto che si staglia sul rosa e sul blu proprio davanti a me, e dal quale provengono una moltitudine di variegati versi che i gabbiani emettono indisturbati. Una vera e propria festa. Un parlarsi e un comunicare fra loro che non capisco e che da ospite ora mi fa sentire estranea. Ogni tanto uno di loro vola verso di me e poi torna sull’isola, e chissà cosa dice agli altri. “Ma guarda quella scema che dopo una giornata di lavoro anziché andarsene a casa a riposare viene qui in mezzo al nulla a sentire le nostre chiacchiere da isolotto. Ma che gliene frega?”. Ridacchio.

“Cari gabbiani, che ne sapete voi? Che ne sapete voi di questo prepotente ostentato rosa tramonto? Che ne sapete, voi che lo vedete ogni sera, di quello che mi dà alla fine di una giornata di fatica e confusione? È come se Apollo in persona mi baciasse le tempie prima di andare via. Come se Patcha Mama mi abbracciasse e mi servisse una zuppa calda. Che ne sapete voi cosa vuol dire, per chi non può volare, stare poco poco più in alto e poter vedere come bava di lumaca su una foglia i segni delle correnti marine in questa piccola baia che da azzurra diventa indaco e poi si sfuma di verde scuro, lo stesso colore di questi cespugli aggrappati alle rocce intorno a me? Cari gabbiani, voi continuate con le vostre chiacchiere da isolotto – caspita, quanto baccano fate, devono aver servito il buffet! – e non badate a me!”